I libretti al portatore sia bancari che postali cesseranno di essere validi a far data dal 1° gennaio 2019. Questo in forza del decreto legislativo 90 del 25 maggio 2017 che ha dato attuazione ad una direttiva dell’Unione Europea per prevenire il riciclaggio e per garantire la tracciabilità dei flussi di denaro contante.

I libretti al portatore hanno rappresentato per anni una sorta di salvadanaio: era consuetudine regalare ai figli o ai nipoti il libretto di risparmio sul quale fare affluire le “paghette”. Il fatto che fosse al portatore favoriva l’esigibilità in modo semplice e diretto; bastava presentarsi in banca o in posta col libretto e si aveva piena disponibilità delle somme depositate.

Ma questa semplicità d’uso aveva un difetto: i movimenti non erano tracciabili e col passare del tempo sono diventati uno strumento per i malintenzionati che li utilizzavano per il riciclo del denaro sporco. Per questo l’Unione Europea è intervenuta con propria direttiva, la 2015/849, alla quale l’Italia non ha fatto altro che adeguarsi.

Cosa prevede il decreto legislativo?
• Dal luglio 2017 le banche e le Poste non possono più emettere libretti di risparmio al portatore.
• Dal 1° gennaio 2019 non sarà più possibile possederne uno.

Cosa fare se si è in possesso di un libretto al portatore? Chi è in possesso di un libretto al portatore dovrà estinguerlo entro e non oltre il 31 dicembre 2018. Basta recarsi in banca o alla posta, dove è possibile scegliere tra tre opzioni:
• trasferire i soldi su un conto corrente
• richiedere la conversione in un libretto nominativo
• richiedere i contanti.

E se non lo faccio? Allora sono previste delle sanzioni che potranno essere comprese tra i 250 e i 500 euro. Sono previste anche delle penalità dal 10 al 40% dell'importo depositato sul conto.