Pensioni e cedolino: il mese di aprile  2026 si preannuncia come uno dei mesi più complessi per i cedolini pensione. Una panoramica su cosa aspettarsi .

Chi si aspettava un aprile tranquillo potrebbe trovarsi di fronte a qualche sorpresa guardando il cedolino pensione. Il mese in corso concentra una serie di voci che, sommate, rischiano di ridurre sensibilmente il netto accreditato rispetto ai mesi precedenti. Non si tratta di tagli strutturali all'assegno, ma di trattenute temporanee legate a meccanismi fiscali e a correzioni amministrative che l'INPS ha programmato proprio per questa mensilità.

Vale la pena capire nel dettaglio cosa sta succedendo, per non trovarsi impreparati e per valutare per tempo eventuali misure di compensazione.

Il conguaglio delle addizionali regionali e comunali

Ogni anno, nel cedolino di aprile, l'INPS applica il conguaglio delle addizionali regionali e comunali IRPEF relative all'anno fiscale precedente. Si tratta di imposte locali che vengono calcolate definitivamente dopo la chiusura dell'anno e che, non potendo essere conteggiate mese per mese con precisione durante l'anno in corso, vengono recuperate a posteriori.

Il meccanismo prevede che l'importo totale dovuto venga suddiviso in rate mensili, spalmate da aprile a novembre. Per chi ha redditi pensionistici medio-alti e risiede in regioni con addizionali elevate l'impatto mensile può essere di alcune decine di euro, talvolta superiore. Non abbastanza da creare un'emergenza, ma sufficiente a rendere il mese più stretto del previsto.

Nel Friuli Venezia Giulia l’addizionale regionale IRPEF è pari allo 0,7% per redditi fino a 15.000 €. Per redditi superiori l’aliquota unica è pari all’1,23%.

L’addizionale comunale varia a seconda del Comune di residenza.

Il recupero delle somme erogate in eccesso nel 2025           

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