L’Inps chiarisce l’impatto del Decreto Legislativo n. 29/2024 e i successivi rinvii: per gli anziani con patologie croniche resta in vigore il vecchio sistema di accertamento dell'invalidità, anche nelle province dove è partita la sperimentazione.
Dietrofront sulla riforma dell’accertamento della disabilità. Per gli over 70 con patologie croniche si torna ai vecchi criteri di accertamento almeno sino al 1° gennaio 2028 anche nelle province dove è già in vigore la sperimentazione dell'accertamento unico. Lo rende noto l’Inps nel messaggio n. 1377/2026 in cui spiega che il legislatore ha ridisegnato il calendario della riforma in favore delle persone anziane, introducendo un’importante clausola di salvaguardia per gli ultrasettantenni.
Il rinvio della Valutazione Multidimensionale
Il cuore della riforma, la cosiddetta "valutazione multidimensionale unificata" — che avrebbe dovuto accentrare nei Punti Unici di Accesso (PUA) presso le Case della Comunità l'accertamento per invalidità civile e servizi sociali — non entrerà a pieno regime immediatamente.
Secondo le nuove scadenze:
- Dal 1° gennaio 2027: inizierà una fase sperimentale solo in territori selezionati tramite apposito decreto del Ministero della Salute concertato con il Lavoro;
- Dal 1° gennaio 2028: la riforma sarà estesa a tutto il territorio nazionale.
Cosa cambia per gli Over 70
Fino al 31 dicembre 2027, per gli anziani che hanno compiuto 70 anni e che soffrono di almeno una patologia cronica, nulla cambierà rispetto al passato. Anche nelle province che hanno già avviato la sperimentazione della riforma sulla disabilità (D.Lgs 62/2024), per questa specifica fascia di popolazione continueranno ad applicarsi le procedure "ordinarie" previste dalle leggi 104/92 e 118/71.